
SAMMI, WHO CAN DETACH HIS BODY PARTS
di Rein Maychaelson
Con Nai Djenar Maesa Ayu, Jefri Nichol, Damita Almira
Indonesia, 2025, 19’
SINOSSI
Nato con lo straordinario potere di staccare e riattaccare le parti del proprio corpo a piacimento, ha trascorso la vita condividendo generosamente questi doni unici con le persone che amava. Ma alla sua morte, tutto ciò che è rimasto è un torso solitario sormontato da una testa senza volto. Ora, sua madre intraprende una ricerca tormentata per recuperare i pezzi di suo figlio, cercando di ricucire non solo il suo corpo, ma il legame stesso che un tempo li univa.
SYNOPSIS
He was born with the extraordinary ability to detach and reattach his body parts at will. Throughout his life, he generously shared these unique gifts with the people he loved. But when he passed away, all that remained was a solitary torso topped by a faceless head.Now, his mother embarks on a haunting quest to reclaim the pieces of her son, seeking to mend not just his body, but the very bond they once shared.
BIOGRAFIA DEL REGISTA
L’immaginazione è sempre stata la sua via di fuga. Attraverso il suo lavoro, riesce a dare voce alle proprie urgenze, urlando contro le problematiche familiari, sociali e politiche che si celano al di sotto di storie capaci di piegare la realtà. Rein Maychaelson è un autore e regista indonesiano, impostosi all’attenzione fin dai suoi esordi con Udin Telekomsel, un film incentrato su un ragazzo in grado di inviare messaggi a Dio con il proprio telefono, proiettato al Jogja-NETPAC Asian Film Festival. Nel 2018, il suo cortometraggio Errorist of Seasons ha vinto i Viddsee Juree Awards; l’opera racconta la storia di un padre che tenta di pagare la retta scolastica del figlio investendo in un’attività di gommoni, confidando nell’annuale alluvione di Giacarta, per poi arrivare ad affidarsi alla magia nera pur di invocare la pioggia. Nello stesso anno, Maychaelson è stato premiato come Rising Filmmaker a Popcon Asia 2018. Dopo la scomparsa della madre nel 2020, ha continuato a condividere le sue storie attraverso il cortometraggio The Rootless Bloom, che esplora i temi della perdita e della separazione. Il corto è stato presentato in concorso nella sezione Wide Angle del 28° Busan International Film Festival nel 2023. Nel 2022, il progetto per il suo primo lungometraggio, intitolato The Burning Land, ha inoltre vinto il Fellowship Prize del South East Asia Film LAB.
DIRECTOR BIOGRAPHY
Imagination has always been his escape. Through his work, he can express his own voice, screaming on family, social and political issues beneath the reality bending stories.Rein Maychaelson is an Indonesian writer and director, made his early voice through Udin Telekomsel, a film about a boy who can text God with his phone, the film have been screened at Jogja-NETPAC Asian Film Festival. In 2018, his short film, Errorist of Seasons, won the Viddsee Juree Awards. The short film explores a father who tries to pay his son tuition by investing in a rubber boat business relying on the annual flood in Jakarta and finally puts faith on black magic to call the rain. Maychaelson was awarded as Rising Filmmaker in Popcon Asia 2018.After his mother passed away in 2020, he continues to share his stories through a short film called The Rootless Bloom that explores the theme of lost and separation. The short competed in the Wide Angle section of 28th Busan International Film Festival, 2023. In 2022, his feature debut project with title, The Burning Land also won fellowship prize from South East Asia Film LAB.
NOTE DI REGIA
Nel corso della nostra vita incontriamo molte persone che vanno e vengono. Alcune arrivano come lezioni, altre come doni, e solo poche restano, crescendo insieme a noi. Il personaggio di questa storia è nato dai miei stessi ricordi d’infanzia. Siamo un mosaico di coloro che hanno fatto parte della nostra vita. Crescere è un processo strano: impariamo moltissimo ma, allo stesso tempo, anestetizziamo parti di noi stessi. Prendiamo, per esempio, il primo crepacuore. Sembra quasi di aver affidato a qualcuno la nostra prima speranza d’amore e, una volta svanita, ci chiediamo se riusciremo mai a provare di nuovo la stessa cosa. Poi incontriamo altre persone in capitoli diversi della nostra vita – alcune ci tradiscono, altre ci feriscono – e, pezzo dopo pezzo, iniziamo a cedere parti di noi stessi. Questo lavoro è un’esplorazione del sé, una sfida all’idea stessa di identità. Cosa ci rende ciò che siamo? C’è qualcosa che ci viene strappato via dalle difficoltà, dal dolore, dal trauma? Se il nostro corpo venisse diviso in due, quale metà sarebbe “noi”? O siamo entrambe le metà? E quando moriamo, seppelliamo il nostro io fisico o è l’idea di chi siamo stati a definirci davvero?
DIRECTOR STATEMENT
Throughout our lives, we encounter many people who enter and leave. Some come as lessons, some as blessings, and a few stay, growing with us.The character in this story was born from my own recollections of growing up. We are a mosaic of those who came in our life. Growing up is a strange process. We learn so much, yet, at the same time, we numb parts of ourselves. Take, for instance, the first heartbreak. It feels as though we’ve given someone our first hope for love, and once it’s lost, we wonder if we’ll ever feel that way again. Then, we meet more people in different chapters of our lives – some betray us, others hurt us – and, bit by bit, we begin to give away pieces of ourselves. This piece is an exploration of the self, a challenge to the idea of identity. What makes us who we are? Is something taken from us – by hardship, pain, trauma? If our body were split in two, which half is “us”? Or are we both halves? And when we die, do we bury the physical self, or is it the idea of who we were that truly defines us?
POSTER

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