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Cortometraggi 2026Doc Experimental

WHEN THE BLUES GOES MARCHING IN

WHEN THE BLUES GOES MARCHING IN
di Beny Kristia
Con Bhisma Wardhana

Indonesia, 2025, 12’  > I T A L I A N  P R E M I È R E <

 

SINOSSI
Un giovane narra al padre i dettagli del suo sogno della notte scorsa, tra rabbia, manifestazioni e la celebrazione della sua laurea.

 

SYNOPSIS
A young man narrated the details of his dream from last night to his father about the celebration of demonstration, anger, and graduation.

 


BIOGRAFIA DEL REGISTA
Beny Kristia è nato a Magelang e risiede attualmente a Malang per motivi di studio universitari. A Malang, insieme ai suoi amici del collettivo Berakinema, ha prodotto diversi film che sono stati presentati in festival nazionali e internazionali. Le opere da lui scritte e dirette sono state proiettate in varie rassegne, tra cui Chicken Awaken al Minikino Film Week e allo Show Me Shorts, e Jenglotman al BUT Film Festival e al CRASH International Fantastic Film Festival. Nutre un vivo interesse per lo shitposting, il cinema di genere fantastico, la cultura pop e le storie caratterizzate da un umorismo macabro, elementi che si impegna a canalizzare all’interno delle sue opere.

 


DIRECTOR BIOGRAPHY
Beny Kristia was born in Magelang and is currently residing in Malang to pursue college education. In Malang, alongside his friends in the Berakinema collective, he has produced several films that have been featured in both national and international festivals. The films he has written and directed have been screened at various festivals, such as Chicken Awaken at Minikino Film Week and Show Me Shorts, as well as Jenglotman at BUT Film Festival and CRASH International Fantastic Film Festival. He has a keen interest in shitposting, fantastical genre films, popular culture, and morbid-humor stories, which he strives to channel through his works.

 


NOTE DI REGIA
La disperazione che proviamo nel navigare la vita è diventata fonte di profonda inquietudine, in particolare in quanto studenti. Percepiamo le celebrazioni del cambiamento come mere esibizioni simboliche. Nel rispondere alle decisioni del governo, vengono spesso impiegati diversi mezzi, come le manifestazioni. Queste manifestazioni riflettono frequentemente emozioni che vanno dalla rabbia e dal dolore fino allo smarrimento e alla perdita di speranza. Questo fenomeno rivela come lo spirito di lotta possa essere eroso da una mancanza di chiarezza, laddove la sostanza viene eclissata, mentre le ombre dell’incertezza continuano a risuonare ogni giorno. In effetti, come studenti, ci crogioliamo in festeggiamenti democratici che offrono l’illusione di un impegno critico. Tuttavia, una volta terminata quella fase, cosa viene dopo? Sentiamo che tali celebrazioni, nell’era attuale, devono ancora tradursi in realtà tangibili, persino mentre viviamo e sentiamo la glorificazione delle manifestazioni del passato. Questo, crediamo, rimane una responsabilità collettiva. Questo film rappresenta per me un’opera personale, in cui posso avvertire l’atto di demarcazione dalla protesta e posso alimentare il mio senso di idealismo. Il film è stato realizzato alla fine dei miei anni universitari e in concomitanza con la laurea perché non avevo mai fatto un film sugli studenti prima di allora. La domanda è: dopo la laurea, penso che io e i miei amici ci troveremo di fronte a due scelte alla fine di un bivio, e dovremo capire quale scegliere: aggrapparsi all’idealismo o continuare la propria vita lasciandosi alle spalle tutto ciò che è stato coltivato. Fortunatamente, continuiamo tutti a credere che la lotta, la ricerca e la richiesta di giustizia rimarranno vive, generazione dopo generazione. Gli archivi presenti in questo film sono stati creati utilizzando il metodo della cianotipia per materializzare il metraggio. Questo perché, durante il processo di montaggio, alcuni dei file che stavo utilizzando si sono danneggiati e sono rimasti solo pochi frammenti di riprese. Di conseguenza, ho cercato di materializzare le foto con la cianotipia, una tecnica che mi è stata insegnata da un mio amico. Abbiamo stampato collettivamente 4.000 fotogrammi in cianotipia, che sono stati poi riassemblati in immagini in movimento. La scelta delle cianotipie può essere vista come un lavoro collettivo che ha rivisitato intensamente le memorie della manifestazione, che alla fine siamo stati in grado di rivedere lentamente, fino a farle rimanere impresse nell’esperienza collettiva.

 

DIRECTOR STATEMENT
The despair we feel in navigating life has become a source of deep unrest, particularly as students. We perceive celebrations of change as merely symbolic displays. In responding to government decisions, various mediums, such as demonstrations, are often employed. These demonstrations frequently reflect emotions ranging from anger and sorrow to a loss of direction and hope. This phenomenon reveals how the spirit of struggle can be eroded by a lack of clarity, where substance is overshadowed, while the shadows of uncertainty continue to resonate each day. Indeed, as students, we revel in the democratic festivities that give the illusion of critical engagement. However, once that phase is over, what comes next? We feel that such celebrations in the current era have yet to manifest into tangible realities, even as we experience and hear the glorification of demonstrations from the past. This, we believe, remains a collective responsibility.This film is a personal work for me, where I can feel the act of demarcation from protesting and can foster my sense of idealism. This film was made at the end of my college years and graduation because I had never made a film about students before. The question is, after graduating, I think my friends and I have two choices at the end of a crossroads, which one to choose: to stick to idealism or continue life and leave everything that has been fostered. Fortunately, we all keep believing that the struggle, the searching, and the demand for justice will keep alive for generation after generation. The archives in this film were created using the cyanotype method to materialize the footage. This was because during the editing process, some of the files I used were damaged and only a few pieces of footage remained. Therefore, I tried to materialize the photos with cyanotype, which was taught by my friend. We collectively printed 4,000 cyanotype frames which were then reassembled into moving images. The selection of cyanotypes can be seen as a collective work that intensely revisited the memories of the demonstration, which we were finally able to see again slowly until they remained in the collective experience.

 

 


POSTER

 


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