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VERSUS
di Maria Grazia Carriero

Italia, 2025, 8’

 

SINOSSI
Versus si svolge nel paesaggio archetipico dei Calanchi lucani e mette in scena una processione femminile di cura e riparazione. I teli neri intrecciati alla terra ferita diventano segni di ricucitura, mentre la performance, sostenuta da un tessuto sonoro costruito a partire da canti e lamentazioni funebri della tradizione orale lucana, si trasforma in un rito collettivo di ascolto, restituzione e apertura. Il corpo femminile entra in risonanza con il paesaggio evocando una memoria ancestrale che si manifesta come gesto di cura, resistenza e trasmissione.

 

SYNOPSIS
Versus takes place in the archetypal landscape of the Lucanian Calanchi, staging a female procession of care and repair. The black cloths intertwined with the wounded earth become marks of suturing, while the performance—sustained by a soundscape built from songs and funeral laments of the Lucanian oral tradition—transforms into a collective ritual of listening, restitution, and openness. The female body enters into resonance with the landscape, evoking an ancestral memory that manifests as an act of care, resistance, and transmission.

 


BIOGRAFIA DELLA REGISTA
Artista e docente, dal 2010 sperimenta con il linguaggio video, con opere presentate in mostre nazionali e internazionali. Tra i suoi lavori principali: Affascino (2010, Farm Award, sezione Being Different, Video.it, Fondazione Merz, Milano-Torino); Lingua nella Lingua (2011, Centro per l’Arte Contemporanea Open Space, Catanzaro); Archicode (2012, Senso Plurimo, Lecce); Darkness (2014, Primo Premio, residenza d’arte Open doors to art, Palagiano, esposto anche alla Fondazione Pino Pascali, Polignano a Mare); Parole a Sud (2016, da cui è scaturita la pubblicazione Arte e ricerca etnografica, Progedit 2018); Attraversa-Menti #1-5 (2018, residenza Public Scape Taranto); Maschere Antropologiche Lucane (2018, mostra personale Waiting, Matera Capitale Europea della Cultura 2019); Person Lucky Charm (2021, proiezione urbana Video Ergo Sum, Bari); RitrAtto (2020, docufilm); Versus (2024, selezione ufficiale, Lucania Film Festival, Pisticci; presentato anche nella mostra personale Versus Limen. Soglie, tensioni, attraversamenti, Galleria 32, a cura di Giuliana Schiavone).

 

 

DIRECTORS BIOGRAPHY
Artist and lecturer, since 2010 she has experimented with video language, with works presented in national and international exhibitions. Among her main works: Affascino (2010, Farm Award, Being Different section, Video.it, Fondazione Merz, Milan–Turin); Lingua nella Lingua (2011, Centro per l’Arte Contemporanea Open Space, Catanzaro); Archicode (2012, Senso Plurimo, Lecce); Darkness (2014, First Prize, Open doors to art residency, Palagiano, also exhibited at Fondazione Pino Pascali, Polignano a Mare); Parole a Sud (2016, which led to the publication Arte e ricerca etnografica, Progedit 2018); Attraversa-Menti #1-5 (2018, Public Scape Taranto residency); Anthropomorphic Lucanian Masks (2018, solo show Waiting, Matera European Capital of Culture 2019); Person Lucky Charm (2021, urban projection Video Ergo Sum, Bari); RitrAtto (2020, docufilm); Versus (2024, official selection, Lucania Film Festival, Pisticci; also presented in the solo exhibition Versus Limen. Thresholds, Tensions, Crossings, Galleria 32, curated by Giuliana Schiavone).

 


NOTE DI REGIA
L’intervento performativo nasce da un processo partecipativo e condiviso, che coinvolge una pluralità di presenze femminili impegnate in un’esplorazione vocale e corporea sviluppata durante le fasi preparatorie. Ognuna, attraverso il proprio vissuto, ha partecipato a un tempo di ascolto e di cura, dando corpo a un’azione compiuta al tramonto, in un gesto collettivo di offerta e apertura. In quel momento, la soglia tra il sé e l’altro si fa permeabile e il paesaggio si trasforma in uno spazio di relazione e di accoglienza. Il dispositivo visivo che ne deriva – tra fotografia e video – non si limita a documentare l’azione ma, con precisione formale e densità poetica, restituisce la complessità del gesto, l’intensità della presenza, il tessuto affettivo che lega i corpi alla terra. Un’azione corale che risuona con le immagini di Magia Lucana (1958) di Luigi Di Gianni, in cui i contadini, uniti in un gesto collettivo, alzano le falci al cielo per respingere le tempeste: una ritualità condivisa, una fisicità del gesto e un’alleanza con il paesaggio come forma di resistenza e intercessione. In Versus, il corpo femminile diventa spazio rituale, risuonando con la terra, con e per la terra, evocando un lutto che non è solo individuale ma collettivo e ancestrale; un lutto della storia inteso non come rottura, ma come profondo movimento di perdita e trasfigurazione, dimensione costitutiva dell’essere e della sua memoria.

 

DIRECTOR STATEMENT
The performative intervention stems from a participatory and shared process, involving a plurality of female presences engaged in vocal and embodied exploration developed during the preparatory phases. Each, through their lived experience, participated in a time of listening and care, giving body to an action performed at sunset, in a collective gesture of offering and opening. In that moment, the threshold between self and other becomes permeable, and the landscape transforms into a space of relation and welcome. The resulting visual device — between photography and video —does not merely document the action but, with formal precision and poetic density, restitutes the complexity of the gesture, the intensity of presence, the affective fabric binding bodies to the land. A choral action that resonates with images from Magia Lucana (1958) by Luigi Di Gianni, in which peasants, united in a collective gesture, raise their scythes to the sky to repel storms: a shared rituality, a physicality of gesture, and an alliance with the landscape as a form of resistance and intercession. In Versus, the female body becomes a ritual space, resonating with the earth, with and for the earth, evoking a mourning that is not only individual but collective and ancestral, a mourning of history understood not as rupture but as a profound movement of loss and transfiguration, a constitutive dimension of being and of its memory.

 


POSTER

 


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