Acqua granda
(Italia/2024/9′) | Regia: Irene Dorigotti | Musiche e sound design: Wang Inc. | Con Mavi, Patrizia e la flotta di Giovanni Pellegrino
Il giorno del redentore un gruppo di ragazzi si ritrova a vedere i fuochi in barca, il cielo di Venezia gradualmente si colora. Tornano in mente i rave party del 7 ottobre 2023 in Israele dove i fuochi d’artificio diventavano bombe. È lo spettacolo della realtà, gradualmente la musica sale e la realtà si sgretola appaiono le immagini della prima guerra del golfo all’epoca io avevo due anni e mi ricordo solamente dei colori verdi in tv. Poco dopo e barche hanno salpato fino all’isola del lido che io conoscevo solamente per la mostra del cinema, ho dormito in spiaggia stremata all’ombra di un rave party, ma li non ci sono immagini ne in pellicola ne digitali, ho solo un eco di una musica che affiora leggermente Piano piano tutti i ricordi sono svaniti è la storia del ritorno graduale a casa e la possibilità dell’oblio.. Ho camminato nell’alba abbagliata perdendomi per una Venezia, dove gli altri erano i turisti delle proprie vite. In assenza di un contatto fisico con la guerra come possiamo averne un immagine definita. Cosa succede quando smettiamo di filmare ed iniziamo a vivere? Di quante realtà possiamo parallele possiamo vivere?
Irene Dorigotti, nata nel 1988, vive e lavora tra Rovereto e Torino. Laureata in Antropologia Culturale ed Etnologia presso l’Università di Bologna e Torino, ha sviluppato una carriera come antropologa visiva e regista, esplorando temi di spiritualità e percezione sensoriale. Ha prodotto film e installazioni artistiche, come Across (2023), presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. Attualmente, collabora con istituzioni culturali e accademiche, conducendo progetti interdisciplinari e partecipativi in Italia e all’estero, contribuendo anche alla formazione artistica presso accademie e istituti culturali.